Muju Deogyusan, nella provincia di Jeolla del Nord, è il caso atipico coreano, l'unica grande stazione incastonata in un parco nazionale e l'unica la cui vetta supera i 1600 m. Quattordici impianti, ventuno piste, base a 730 m e stazione alta a 1614 m: un dimensionamento più vicino a una piccola stazione europea che a un comprensorio da gita di un giorno da Seul. Il conto si divide fra quattro verdi, sette blu, sei rosse e quattro nere, compresa la famosa Raiders, che si lascia cadere su una pendenza ripida e larga dalla cabinovia alta e regala agli sciatori esperti qualcosa da raccontare. La cabinovia Tianggandyo è la spina dorsale, divora quasi novecento metri di dislivello dal parcheggio al crinale in una sola corsa. Le nevicate sono le più generose del sud del paese grazie alla quota e all'umidità del mar Giallo, perciò la stagione tiene solida da inizio dicembre a marzo quando le vicine già cedono. La base è un villaggio sciistico pianificato per l'Universiade Invernale del 1997, con un hotel d'ispirazione Maremons, residenze, una piazza pedonale, ristoranti e un'ampia piscina termale. Fuori dallo sci, il parco nazionale di Deogyusan aggiunge valore estivo, il tempio Baengnyeonsa è a dieci minuti d'auto e Jeonju, capitale del bibimbap, dista poco più di un'ora. Muju si addice a intermedi avventurosi, sciatori esperti in cerca dei dislivelli più lunghi del paese e viaggiatori che vogliono unire lo sci a un itinerario culturale nel sud coreano.